Cosa sono le prove di lavoro?

            Le prove di lavoro sono costituite da una serie di esercizi che un cane deve affrontare per dimostrare sia la corrispondenza delle sue doti caratteriali con quelle espresse dallo standard di razza, che il grado di addestramento raggiunto su quel soggetto. Sotto questo nome generico vengono annoverate molte prove, anche molto differenti tra loro, tra le quali spiccano per diffusione le prove di lavoro per cani da difesa e utilità (o brevetti), le prove per cani da caccia (come lo spettacolare Derby o le prove su preda), quelle per cani da gregge, i brevetti di pista, ecc L’argomento che noi approfondiremo sarà quello dei brevetti, in quanto gli argomenti trattati sono i più generici e meno legati alle attitudini specifiche delle singole razze.

 

Cosa sono i brevetti?

            Per ricalcare il regolamento potremmo dire che i brevetti sono delle prove cinotecniche atte a valutare le doti caratteriali di un soggetto ed il grado di addestramento raggiunto. Ciò significa che un brevetto fondamentalmente risulta essere una sorta di “esame”, ma non un “esame di fine corso”, ma una “istantanea” sulle caratteristiche di un cane da lavoro in un certo istante della sua carriera agonistica.

            Studiare e capire come funziona un brevetto è importante non solo per chi sia intenzionato a partecipare ad una prova, ma per tutti, in quanto nello sviluppare e redigere la complessa serie di prove a cui il cane viene sottoposto per ottenere l’agognato riconoscimento, sono stati fatti molti studi per far si che gli esercizi proposti mettessero in luce a pieno sia le caratteristiche  positive e negative del soggetto partecipante che gli aspetti dell’addestramento del cane che andrebbero maggiormente curati per completare la sua formazione. Per questo riteniamo importante spendere due parole su queste prove poco conosciute.

            I lettori più esperti ci perdoneranno se, nel cercare di spiegare a chi ci legge il funzionamento di una prova di lavoro, tratteremo questo argomento in maniera più divulgativa che rigorosamente tecnica, mentre rimandiamo a discussioni a voce, fatte sul campo di lavoro o, meglio, durante lo svolgimento di una prova, le disquisizioni più tecniche, in quanto crediamo che questo non sia il luogo più giusto per dilungarsi in spiegazioni e precisazioni su un testo complesso ed articolato come il regolamento delle prove, che è comunque sempre disponibile per consultazione ed in copia per voi presso la nostra sede e presso tutte le sedi ENCI e delle società specializzate di razza, nonché sui relativi siti Internet.

 

Come è strutturato un brevetto

            I “livelli” delle prove di lavoro sono 3. In realtà esistono alcuni “tipi diversi” di brevetto, anche se le differenze sono talmente leggere da non essere facilmente percepite dallo spettatore inesperto. Comunque potrete trovare indicato un brevetto conseguito da un cane sotto i nomi “primo brevetto”, “IPO 1”, “SCHH 1” oppure, in lettere romane “SCHHI”. Il cane consegue il brevetto dopo aver superato con successo tre sezioni di esercizi: “pista” (sezione A), “obbedienza” (sezione B) e “difesa” (sezione C). Per ogni sezione saranno disponibili 100 punti, quindi il punteggio massimo teorico raggiungibile da una cane per una ipotetica prova perfetta è di 300 punti. Il cane supera la prova se ottiene almeno 70 punti nelle sezioni A e B ed almeno 80 punti nella sezione C. Quindi il minimo sufficiente sarà di 220 punti; anche se un soggetto che consegue 80 punti in pista, 70 in obbedienza e 70 in difesa non otterrà il brevetto, in quanto non avrà raggiunto il minimo richiesto per la sezione C. Al termine della prova il punteggio globale dei cani che hanno raggiunto la sufficienza nelle tre sezioni sarà utilizzato per redigere una classifica. Inoltre i punteggi corrispondo alle seguenti qualifiche:

 

Da

A

Qualifica

0

109

Insufficiente

110

219

Carente

220

239

Sufficiente

240

269

Buono

270

285

Molto Buono

286

300

Eccellente

 

 

La pista

            La pista consiste nel fare seguire ad un cane la traccia odorosa lasciata sul terreno dal passaggio di una persona, sia essa conosciuta o meno dal cane ed a fargli segnalare il ritrovamento lungo la pista di oggetti lasciati dal tracciatore.

            La fase preparatoria della pista sarà quindi svolta senza la presenza del cane. Sarà posto sul terreno un “picchetto ben visibile”, che si troverà in corrispondenza di una “piazzola”, che rappresenta la zona in cui il tracciatore sarà sostato prima di partire. Il tracciatore, che nel primo brevetto può essere anche il conduttore, mentre nei livelli successivi sarà una persona estranea, potrà calpestare leggermente la zona di partenza, mentre durante la pista vera e propria dovrà tracciare senza strisciare i piedi né sostare lungo la pista e dovrà “tracciare tutti gli angoli ad angolo retto”. Gli oggetti andranno deposti lungo la traccia, lontano dagli angoli e lontano ad altri punti di riferimento, strade, fossi o altri ostacoli (es. variazioni di natura del terreno, di tipo di coltivazione, ecc). Tra la tracciatura della pista ed il lavoro del cane dovrà passare un tempo, dipendente dal tipo di prova, denominato “tempo di invecchiamento della pista”. (vedi tabella alla fine del paragrafo)

            Il lavoro di ricerca potrà essere condotto dal cane sciolto oppure con un guinzaglione di 10 metri di lunghezza. Il conduttore indicherà al giudice il modo in cui il cane manifesta il ritrovamento degli oggetti. Il cane può raccogliere l’oggetto oppure segnalarlo (con il seduto, con il terra oppure con il fermo impiedi). In genere la maggior parte dei cani segnala il ritrovamento degli oggetti con la posizione “terra”.

            Il conduttore accompagna il cane sul punto di partenza, dando il comando “cerca” e, a meno che non abbia deciso di far eseguire la prova al cane libero, srotolerà il guinzaglione di 10 metri, cominciando poi  a seguire il cane quando questo sarà a circa 10 metri da lui.

            Il cane deve seguire la traccia con il naso a terra, dimostrare impegno ed interesse ed avere un comportamento durante tutto il lavoro di pista. Dopo il ritrovamento degli oggetti il cane deve riprendere il lavoro su comando del conduttore. Il tempo massimo dato ad un cane per seguire una pista è di 20 minuti. Riportiamo nella tabella seguente le principali caratteristiche delle piste nei tre brevetti:

 

Brevetto

Tracciatore

Lunghezza

Invecchiamento

N° lati

N° angoli

N° oggetti

Punti

Primo

Conduttore

350/400

20 minuti

3

2

2

80+10+10

Secondo

Estraneo

600

30 minuti

3

2

2

80+10+10

Terzo

Estraneo

800

60 minuti

5

4

3

80+7+7+6

La lunghezza è espressa in passi.La colonna “Invecchiamento” riporta il tempo minimo che deve intercorrere tra tracciamento ed esecuzione della ricerca. La colonna “punti” riporta il punteggio nella seguente forma: il primo numero indica il punteggio assegnato per il lavoro di ricerca, i numeri successivi il punteggio per ogni singolo oggetto